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sabato 9 ottobre 2010

Un presentazione.. ANOMALA

il 22 e 23 Ottobre in 6 comuni del Lazio avverà una cosa bellissima!!!

ben 10 associazioni diverse, hanno organizzato una presentazione di un libro importantissimo in 6 comuni diversi..                                                                                 
è stato riscontrato molto interesse da piu parti fino ad ora, speriamo in una larga e interessata partecipazione, della cittadinanza ma soprattutto delle amministrazioni, in quanto lo sforzo organizzativo è stato fatto principalmente per loro.                                                                                                                                                  
  riporto qui sotto il comunicato con tutti i dettagli necessari:

Un’occasione da non perdere sarà la presentazione itinerante de “L’ANTICASTA, l’Italia che funziona” che si terrà il 22-23 ottobre 2010 in ben 6 località laziali. Il libro: Si tratta di un libro, accompagnato da dvd, che racconta il viaggio degli autori nei comuni virtuosi ( www.comunivirtuosi.org ) e, attraverso le numerose testimonianze raccolte, vuole dimostrare ai cittadini e alle amministrazioni locali che è possibile riqualificare il territorio con le buone pratiche. Stop al consumo del territorio, raccolta differenziata per il riciclo dei rifiuti, fonti rinnovabili, servizi sociali e mobilità sostenibile sono una parte delle proposte attuate. La volontà delle amministrazioni finalizzata al bene comune e la partecipazione collaborativa dei cittadini sono la soluzione.
Per saperne di più: www.anticasta.it

Il Tour: Il Tour laziale degli autori Michele Dotti e Marco Boschini partirà venerdì 22 ottobre 2010 da ALBANO LAZIALE presso il Centro Ecologia dell’Habitat - Via delle Mole 32/a. Appuntamento alle ore 20,00 per chi vuole approfittare del bio-shop e dell’accogliente sala ristoro con le proposte di degustazione di prodotti biologici. Alle ore 21,00 dello stesso giorno è possibile assistere alla presentazione del libro anche a ZAGAROLO presso il Teatrino di Palazzo Rospigliosi - Piazza Indipendenza. Sabato 23 ottobre, il libro verrà presentato durante la mattinata sia ad APRILIA, alle ore 10,00 presso la Scuola Media Statale G.Pascoli in Via delle Palme, che a OSTIA LIDO (appuntamento ore 10,30) presso la Biblioteca Elsa Morante (Biblioteche di Roma) di Via Adolfo Cozza, 7. Alle ore 17,00 di sabato sarà protagonista LABICO, probabilmente nella Piazza del Mercato ( info tel. 3476113256 labico.cca@alice.it ), mentre l’ultima tappa coinvolgerà GENZANO DI ROMA, con il patrocinio dall’amministrazione comunale, presso il Liceo Scientifico “G.Vailati” con diretta web radio e tv su RadioLiberaTutti e Canale870 a partire dalle ore 18,00.



Gli autori del libro si alterneranno nei 6 eventi. Marco Boschini, operatore sociale, consigliere comunale e assessore di Colorno (PR), coordina l’Associazione dei Comuni Virtuosi ed è portavoce del gruppo Politica ed enti locali del Movimento per la Decrescita Felice.
Michele Dotti, educatore e formatore, si dedica all’educazione allo sviluppo prevalentemente in ambito scolastico. È volontario dell’associazione Mani Tese, con una lunga esperienza in vari stati dell’Africa; ha promosso progetti di solidarietà, campagne di commercio equo e viaggi di turismo responsabile.

 L’iniziativa è organizzata da PER IL BENE COMUNE, Labicocca, Rete dei cittadini per Aprilia, Amici di Beppe Grillo - Genzano di Roma, Salviamo i Castelli Romani, Amici del Movimento 5 Stelle - XIII Municipio Roma, Ostia che cammina, Lilith, Liberidanubi e Cittadinanzattiva - Assemblea Colli Prenestini e Tiburtini che ringraziano ed invitano tutti coloro che stanno sostenendo il progetto a seguire gli aggiornamenti attraverso i siti web e gruppi facebook delle associazioni.
Si invitano la cittadinanza, le istituzioni e gli organi di informazione a partecipare e promuovere un evento positivo e propositivo.



La locandina ad alta risoluzione è su http://img715.imageshack.us/img715/3224/anticastaa3lazio2010.jpg


Video trailer http://www.youtube.com/watch?v=ruSsOCfVWZg&feature=player_embedded

lunedì 6 settembre 2010

Fastidiosi anche da morti?

Fastidiosi anche dopo la morte??
ma si, dai!




Non c'è nulla da dire. l'uomo sta diventando da troppo tempo un essere oltre che molto inutile per l'ecosistema anche molto dannoso.. nulla di nuovo sotto il sole.. ok.

Non riesco a trovare un altro essere vivente (help!) che faccia cosi tanti danni al resto dei viventi.. soprattutto che continui a farli anche dopo la morte..


aveta mai pensato quanto pesa sull'ecosistema un morto?

una volta morti uno si immagina che abbiamo finito di danneggiare il pianeta e gli altri con i nostri consumi spropositati, con la nostra voglia di accumulare, buttare, bruciare..

e invece NO! da morti continuiamo a fare Grandi danni..
con la complicità dei nostri cari che non riescono a fare a meno di un posto dove venirci a trovare.


Insomma, abbiamo un problema: i cimiteri!

i morti sono tanti.. tantissimi.. e il business che gira attorno a questa fase della vita umana, come anche attorno a tutte le altre fasi, è Grandioso.(non sto dando un idea di impresa eh?!)

insomma una volta morti non possiamo sperare di dar pace a questo pianeta o ai nostri simili?!
nonno!

perchè dobbiamo andare a finire in un scatola di cemento, dobbiamo utilizzare l'elettricità per illuminare il nostro sonno eterno, dobbiamo far spostare camion di pesticidi, fertilizzanti per far crescere tanti fiori colorati modificati geneticamente che dobbiamo curare, annaffiare poi tagliare, impacchettare in belle confezzioni di plastica, trasportare ai vari cimiteri per il mondo, vendere , per poi buttare via...

un giro di soldi impressionante e sicuramente il Pil ne esce ringaluzzito da questa nostra pratica...

e poi abbiamo i cimiteri.. sempre piu grandi piu alti piu... cementosi..

lottiamo tanto(mah..mica tanto..) per fermare l'occupazione di suolo con le inutili case seconde terza.. vuote, ma non facciamo nulla per fermare lo scempio che tutti i comuni fanno con la costruzione o l'ingrandimento dei cimiteri.

e attorno a questi cimiteri girano cifre da capogiro! soldi per lo piu pubblici e poi ancora soldi nostri quando andiamo a comprare un posto per il nostro sonno eterno..


ogni giorno nei cimiteri si consumano : elettricità, acqua, si producono quantità inpressionanti di rifiuti( carta, fiori, plastica-perchè il mazzetto di fiori è incartato nella plastica e poi nella carta..)
tutto indifferenziato eh?! perchè figurati se ai morti puo interessare della montagna di rifiuti che molto probabilmente bruceremo per regalarci un soggiorno eterno accanto a loro nella maniera piu veloce che conosciamo..
non interessa neanche ai vivi!


e cosi piangiamo allegramente i nostri morti, soprattutto quelli futuri!


una soluzione piu sostenibile ci sarebbe?

un post interesante sull'argomento e su come l'Italia è strana di Jacopo Fo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/24/piu-cripte-per-tutti/52493/

sabato 14 marzo 2009

Caparezza!

lo scorso 28 febbraio sono stata finalmente a sentire dal vivo Caparezza. che dire? fantastico!
i suoi cd sono sempre piu impegnati!
fa dei testi che sono straordinari, sempre nuovi, pieni di doppisensi, che raccontano il disastro ambientale , sociale, lavorativo , politico di questo paese in maniera veramente perfetta!
io lo adoro!
e mi ha fatto veramente piacere vedere che il suo pubblico, numerosissimo, è un pubblico di ragazzi giovani in prevalenza, ma anche di persone adulte.
sono rimasta piacevolmente colpita dai giovani che erano li presenti, che conoscevano tutte le canzoni.
di quella generazione, poco piu piccola della mia, ho sempre avuto una opinione negativa. invece...

Caparezza, fa POLITICA! le sue canzoni fanno politica, fanno denuncia, fanno informazione, mettono la pulce nell'orecchio,
e vedendo quei giovani spero tanto che loro capiscano i messaggi ascoltando le sue parole, e che molti di lor vadano a finire per fare politica, quella vera, per il bene di tutti!

provate a leggere i testi dell'ultimo cd..

lunedì 9 marzo 2009

bruciavano rifiuti tossici dentro l'inceneritore di colleferro...

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/rifiuti/rifiuti/rifiuti.html

gli inceneritori, ups, i termovalorizzatori servono! assolutamente, sono indispensabili!
altrimenti come si fa a eliminare(cioè a non far vedere alla gente)tutte le schifezze che dobbiamo produrre per dargli tutto il benessere a cui mai rinuncerebbe??

perchè tu rinunceresti al tuo televisore al plasma?
e al tuo nuovo cellulare?
e perchè tu saresti felice di consumare meno energia meno prodotti, di bere l'acqua del rubinetto.. bleh che schifo... e magari mangiare solo roba che il tuo territorio produce...
no!!
e come faccio senza le banane?e l'ananas? e le mille creme che mi devo spalmare per essere alla moda...

l'inceneritore serve, serve perchè è bellissimo, termovalorizza le menti! siamo tutti piu intelligenti, da quando respiriamo particelle di
magnesio, fosforo, ferro, titanio, magari anche qualche particella di uranio... che non lo sai che il fosforo fa bene alla memoria, e il ferro è contro l'anemia!?

allora vedi che servono gli inceneritori!
e soprattutto servono per aumentare i clienti delle povere case farmaceutiche, che per il nostro benesssere investono in ricerca fior di quatrini, da qualche parte gli dovranno pur rientrare! mica campano di aria...

e soprattutto servono per eliminare un po di gente dalla circolazione, siamo troppi su questo pianeta, lo dicono anche gli ambientalisti!
magari se si riuscisse a eliminare certi soggetti...
per questo forse non serve l'inceneritore,
serve un fucile!

giovedì 26 febbraio 2009

emergenza

siamo sempre in emergenza, sanitaria, ambientale, democratica... anche se nessun tg ve lo dice...

un libro che si propone di informare su tutte queste emergenze, perchè sono collegate come gli anelli di una catena...

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__rifiuto-riduco-e-riciclo-per-vivere-meglio.php


provate a leggerlo e a regalarlo...

domenica 8 febbraio 2009

roma, campidoglio

venerdi 6 febbraio, verso le ore 17.30 la sala della protomoteca del campidoglio, gia piena di gente commincia a sentire una delle conferenze piu interessanti e importanti in materia di rifiuti e polveri sottili.

conduce un grande giornalista, David Gramiccioli, a cui va il ringraziamento dell'organizzazione perfetta e difficile della conferenza.

ci sono numerosi rappresentanti istituzionali a sentire la dottoressa Antonietta Gatti, scopritrice della nanopatologie e direttrice di diversi progetti di ricerche anche della commissione europea in materia di inquinamento da nanopolveri; la mamma di un bambino di Forli, che vive tra due inceneritori e che ha un tumore alla prostata; uno strepitoso Paul Connett che parla di rifiuti zero , di come questo è stato gia fatto e di tutto il benessere che nasce da una tale strateggia.
la presentazione del film documentario "Sporchi da morire", di Marco Carlucci, documento inchiesta unico per la sua coraggiosa denuncia che aspettiamo con ansia nelle sale il prima possibile.
a sorpresa interviene per pochi minuti il sindaco Alemanno, con un discorso si in politichese e poco razionale, ma un grande passo avanti per aver messo la sua faccia in una conferenza su questi argomenti.
il dottor Giovanni Ghirca dimostra con inumerevoli studi fatti in tutto il mondo come la "strateggia dell'incenerimento" sia folle, terribilmente costosa persino in termini economici figuriamoci in termini di salute e vite umane.
con immenso dispiacere il dottor Stefano Montanari è obbligato ad accorciare il suo intervento per mancanza di tempo. ma riesce comunque a dimostrare come le nanopolveri siano il nemico numero uno della nostra civiltà, nemico eterno e difficile da sconfiggere. per la prima volta il dottore fa vedere, e non solo per un nanosecondo, il risultato, o uno dei risultati, della sconsiderata e criminale politica dell'incenerimento: un bambino nato malformato , che è sopravissuto solo 8 giorni, la cui vista è difficile a reggersi... pieno di macchie blu sul corpicino deforme di essere innocente.

a chi non è potuto venire,
a chi non interessano questi argomenti pensando che tanto capita agli altri,
a chi continua a dire che non è vero(contro ogni logica)
ma lo fa solo dietro un monitor e non ha il coraggio di confrontarsi,
a chi magari pensava che doveva venire per farmi un favore,
a voi tutti vi dico che le persone che sono venute hanno ringraziato fortemente chi gli ha consigliato la conferenza, e sono usciti dalla sala con molto sapere in piu, con un pezzo di ignoranza distrutto, con molte porte verso indaggini aperte...

mercoledì 21 gennaio 2009

6 febbraio, da non perdere! roma

Con il patrocinio del Comune di Roma
Roma 6 Febbraio 2009 alle ore 17,00
presso la Protomoteca a Piazza del Campidoglio
si terrà l’evento
SPORCHI DA MORIRE
Incontro sui temi della gestione dei rifiuti, degli inceneritori,
dei rischi per la salute causati dall’inquinamento da polveri sottili,
e sulle possibili e concrete alternative sostenibili
Moderatore
David Gramiccioli
Intervengono
Dottoressa Antonietta Morena Gatti
Scopritrice delle nano-particelle assieme al dott. Stefano Montanari. Ricercatrice e Direttrice del Laboratorio di Biomateriali, Dipartimento di
Neuroscienze, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Lavora come esperto scientifico e consulente per la Commissione Europea, in
particolare nel settore dei biomateriali, della biotecnologia e dei dispositivi medici. Con 140 pubblicazioni scientifiche a suo nome, è anche una
collaboratrice di diverse riviste scientifiche internazionali e membro d’importanti comunità scientifiche, compresa la European Society of
Biomaterials. Collabora con il Ministero della Difesa per gli studi sui danni per la salute umana causati dall’uranio impoverito.
Dottor Stefano Montanari
Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed
apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la
realizzazione di una valvola cardiaca biologica. Dal 1979 collabora con la Dottoressa Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali. Dal
2004 è Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di
numerose pubblicazioni scientifiche. Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per
quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini.
Dottor Giovanni Ghirga
Medico Pediatra e portavoce del Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute e del Comitato dei Medici per il
No al Carbone dell’Alto Lazio.
In anteprima mondiale
il regista Marco Carlucci
presenterà un video tratto da “Sporchi da Morire”,
Film Documentario in preparazione sulla gestione dei rifiuti in Italia e all’estero
e sulle possibili alternative virtuose agli impianti di incenerimento
Video Messaggio
del Sindaco di San Francisco Gavin Newsom,
città simbolo di Zero Waste (Rifiuti Zero)
San Francisco Assisi Roma, un ponte per la speranza di un futuro virtuoso
Ufficio Stampa Tel. 06.95859000 Fax 06.95595200 Mob.331.6194477
Email: sporchidamorire@primafilm.it

domenica 18 gennaio 2009

appuntamento importante, 6 febbraio

una bella notizia dopo l'altra!!

il giorno 6 febbraio, alle ore 17.00,alla Protomoteca del Campidoglio, a Roma, ci sarà la conferenza sulle nanopatologie tenuta da S. Montanari e A.M. Gatti.

un appuntamento da non perdere, sia per chi conosce l'argomento, ma soprattutto per chi lo ignora.
come sempre, alla fine della conferenza ci sarà ampio spazio per le domande e le risposte, per risolvere ogni dubbio su questo argomento fondamentale per la salute di tutti noi.

si invitano tutte le forze politiche, gli accademici oltre alla cittadinanza tutta.

un invito caloroso da parte mia a tutte quelle persone che in rete e non, continuano a dubitare dei risultati delle ricerche o della verità di queste, portate i vostri dubbi, le vostre domande anche le vostre accuse, saranno ben accette!

con la speranza di sentire tante tantissime domande, non dimenticate: il 6 febbraio, Roma.

domenica 11 gennaio 2009

importante passo avanti!!!

questo anno inizia bene, con un importante passo avanti verso quello che sarà il riconoscimento delle nanopatologie (malattie provocate dalle nanopolveri,troppe volte mortali).
il ministro dela difesa, I.la Russa, ha riconosciuto ai soldati che hanno combattuto nei balcani e altro, un indennizzo per le malattie contratte. e sembrerebbe niente di strano.
ma leggete quello che scrive la Dottoressa Gatti, consulente del ministero dela difesa sia nella scorsa legislatura che nell'attuale:
da: www.stefanomontanari.net

di Antonietta M. Gatti

Qualche giorno fa il ministro Ignazio La Russa in una conferenza stampa ha informato di aver stanziato 30 milioni di Euro per risarcire i soldati che si sono ammalati dopo le missioni in zone belliche o in poligoni di terra e per svolgere ricerche nel settore (http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Il-ministro-La-Russa-ammette:-%C2%ABL-uranio-uccide%C2%BB/1567518?edizione=EdRegionale).


Si è ufficialmente riconosciuto che questi soldati sono stati esposti “all’Uranio impoverito ed alle nanoparticelle”. Il ministro della Difesa ha riconosciuto che i soldati si sono ammalati dopo aver subito un’esposizione a quello che io ho chiamato inquinamento bellico.


Il lavoro che ho svolto nelle Commissioni della XIV e XV legislatura insieme ad altri è stato riconosciuto come valido ed è stato accettato il concetto che le esplosioni di bombe ad alta tecnologia (Uranio impoverito ma anche al Tungsteno) creano temperature di combustione molto elevate (> 3.000°C) che aerosolizzano tutta la materia del bersaglio, creando poi polveri di dimensioni anche submicroniche (nano) che possono venire inalate o ingerite con cibo contaminato da questo inquinamento. Gli esperimenti che ho fatto a Baghdad hanno confermato la creazione di nanoparticelle anche dopo l’esplosione di ingenti accumuli di bombe tradizionali.


I soldati e/o le loro famiglie verranno quindi risarciti per queste patologie contratte sul luogo di lavoro. E’ stato poi riconosciuto che anche nei poligoni di tiro ci si può ammalare per le stesse ragioni.


A mio parere i giornali hanno riportato la notizia in maniera frettolosa. Nessun

giornalista ha speso qualche parola in più per commentare la notizia e le sue implicazioni.


Ciò che hanno fatto il ministro La Russa ed il suo entourage è qualcosa che va ben al di là del mero compenso economico. Ha ridato una dignità a questi soldati, cosa che non ha valore venale.


In pratica si è ammesso che ci sono proiettili invisibili che uccidono anche in modo ritardato e che quindi il soldato che si è ammalato in patria è un eroe al pari di chi è morto in un attentato o colpito da un proiettile in zona operativa. Il nostro governo ha riconosciuto che anche questi ragazzi, morti fra mille sofferenze in un letto d’ospedale, hanno servito il proprio paese in modo esemplare fino all’ultimo e non sono diversi di chi ha lasciato la vita per una bomba o un proiettile in Iraq, in Afghanistan o nei Balcani.


L’inquinamento bellico crea nanopolveri che sono proiettili invisibili e questi non hanno confini. A mio parere, a differenza dei proiettili convenzionali, queste nanoparticelle sono molto democratiche, dato che colpiscono tutti indifferentemente, anche colui che ha buttato le bombe dalla cui combustione queste hanno avuto origine. Ovviamente le nanoparticelle creano un inquinamento ambientale a cui sono esposti anche i civili che vivono nella zona, ma che può influire in modo profondo anche sulla fauna e sulla flora.
Si è finalmente ammesso che le patologie sviluppatesi in seguito alle missioni in zone di guerra in soldati che erano risultati idonei dal punto di vista medico non sono solo psicologiche come era stato ipotizzato: da stress.


A questa conclusione sono arrivati anche gli Americani in un rapporto del novembre scorso, le associazioni dei veterani hanno ammesso che lo stress può essere una concausa ma che le patologie sono altro. Primariamente, visto che i reduci della prima Guerra del Golfo accusavano sintomi anche neurologici, i medici avevano pensato che lo stress bellico fosse la causa primaria della sintomatologia. Ora si riconosce che i soldati sono affetti da una diversa patologia che per la sua complessità è stata chiamata sindrome, cioè un insieme di sintomi e segni clinici diversi. La sindrome del Golfo è diversa da quella dei Balcani, ma entrambe possono portare, anche in tempi lunghi, alla morte.

Ho lottato perché venisse riconosciuto questo aspetto della guerra e per dare soprattutto a chi non c’è più (e ne ho conosciuto personalmente tanti) il giusto riconoscimento.

Se da una parte il mio impegno è stato riconosciuto e validato da persone autorevoli, dall’altra ci sono persone che stanno demolendo il mio lavoro con la calunnia e la diffamazione. Una tale dottoressa (di tutt’altro settore), che non ha mai esaminato un campione patologico, che non è mai stata al letto di morte di un soldato, che non ha mai consolato una madre che ha perso il figlio, scrive agli editori di riviste scientifiche che hanno accettato i miei lavori dopo parere favorevole dei referee, scrive alla comunità Europea chiedendo di non accettare più i miei articoli, e di chiudere i miei progetti europei che condivido con partner eccellenti europei. Questa scrive a miei amici, a miei parenti, a uffici governativi, mettendo il seme del dubbio sulla validità del mio operato, come se lei fosse la portatrice della verità. Io questa persona non l’ho mai incontrata né ho mai avuto alcun tipo di rapporto con lei, ma come si spiega che questa possiede un mio indirizzario personale? Ci sarà correlazione con lo scassinamento della mia scrivania personale all’Università o con il disinserimento dell’allarme antifurto in laboratorio? Lei sta lì a tavolino, nascosta nel suo studio universitario, nascosta da pseudonimi, ad inveire, calunniare su chi lavora in prima linea, a diffamare chi non conosce e che non le ha mai fatto alcun male. Perché? L’odio, l’astio, l’acredine, la frustrazione che traspare dai suoi scritti, fanno pensare che questa persona sia priva di pietà per chi soffre e muore. I ragazzi non sarebbero mai stati risarciti col lavoro scientifico di questa signorina. Quello che mi spaventa è che questa persona insegna a studenti che devono essere formati. Che cosa insegnerà loro se non l’odio, l’acredine, l’astio?

Io preferisco lavorare per costruire un futuro migliore ai nostri figli ed insegnare loro la pietà.


e poi leggete quello che scrive Montanari:


Pubblico integralmente questo articolo. Ricordo, se non altro per evitare ai soliti personaggi il disturbo d’inventare nuove calunnie, che la dott.ssa Gatti (mia moglie) presta da due legislature la sua opera presso la Commissione che si occupa delle malattie dei militari non solo a titolo gratuito ma a sue (nostre) spese. Chiunque è libero di fare altrettanto. Ricordo pure che, grazie anche al suo lavoro, l'Italia è oggi l'unico paese al mondo a fare tanto. Nessuno chiede una parola di ringraziamento. Sarebbe sufficiente il rispetto. (Stefano Montanari)


adesso tocca a noi!

sabato 13 dicembre 2008

catania, morti a farmacia

Catania, strage nell'aula dei veleni. A Farmacia morti 15 ricercatori
di Alessandra Ziniti - La Repubblica.it - 7 dicembre 2008
La procura indaga, per il 19 dicembre è fissato l'incidente probatorio. Ma la città, e i suoi poteri forti, tacciono. Silenzio anche dal preside di facoltà

CATANIA - L'ultima è stata una ragazza di 24 anni, della provincia di Ragusa. Quando ha letto sul giornale di quante persone avesse inghiottito quel laboratorio di Farmacia, adesso chiuso su disposizione della magistratura, sua madre ha preso il coraggio a due mani e ha chiamato l'avvocato Santi Terranova. "Anche mia figlia ha studiato in quel posto, per due anni - ha detto in lacrime - si è ammalata e adesso è morta. Aveva solo 24 anni".

E così, il già lungo elenco di vittime del laboratorio dei veleni dove per anni studenti, ricercatori, professori, tecnici e personale amministrativo hanno respirato fumi e maneggiato sostanze altamente tossiche, "in valori superiori di decine e anche di centinaia di volte ai limiti fissati per i siti industriali", come scrivono i pm, si è ulteriormente allungato: le vittime sono diventate 15, gli ammalati oltre venti.

Un numero ancora difficile da definire visto che, oltre alle persone che via via si fanno coraggio e si aggregano a quella sorta di comitato di familiari di vittime del laboratorio di farmacia dell'Università di Catania, che si è radunato attorno all'avvocato Terranova, sono in tanti quelli che negli ultimi giorni hanno telefonato direttamente alla Procura della Repubblica di Catania. E Carla Santocono e Lucio Setola, i due sostituti incaricati della delicata inchiesta dal procuratore Vincenzo D'Agata, si sono ritrovati a parlare con persone ammalate, in stadi più o meno avanzati, che si sono dette disponibili ad aggiungere altri elementi all'inchiesta e a raccontare le loro storie.
continua su:
http://www.liberacittadinanza.it/articoli/catania-strage-nellaula-dei-veleni.-a-farmacia

la storia è terribile, non tanto per le morti (certo che anche per quelle...), ma è TERRIBILE perchè nessuno fino adesso, dei innumerevoli giovani che sono stati la dentro ha mai pensato di denunciare!
che ci perdevano?
adesso hanno perso la vita! che credevano di fare stando zitti?! e perchè non si sono rifiutati di fare certi esperimenti? per amore di scienza?! questo è l'italiano, come l'operaio che seppelisce i bidoni con rifiuti tossici dietro casa sua, come quello che continua a lavorare senza protezione, come chi vede la camorra distruggere un intera regione e non dice niente!!
terribile!

venerdì 5 dicembre 2008

comunicato per Marrazzo!

Al presidente assente della Regione Lazio

Vertenze Aperte: No turbogas Aprilia
No corridoio tirrenico
No discarica Malagrotta (comitato)
No inceneritore Albano
No coke Civitavecchia
No fly Ciampino
Rete regionale rifiuti Lazio
Comitati di Frosinone
Delegazione studenti Onda Anomala


Oggi NOI siamo qui!
Davanti ai cancelli sbarrati della Regione Lazio.
Ma c’è un illustre assente: strategicamente la Giunta si è sottratta al
confronto con le persone, che devono sostituirsi agli amministratori per
difendere il territorio, l’ambiente, la salute, la cultura, la democrazia, la
giustizia.
Manifestiamo gridando tutta la nostra indignazione di fronte alla vergognosa
latitanza, all’inqualificabile politica connivente con i poteri corrotti che
stanno lucrando sulla vita dei cittadini, alle manovre “strategiche” del
“Governo delle emergenze” risolte con l’intervento dell’esercito, alla svendita
dei nostri territori ai potentati economici…
Basterebbe ricordare quanto ha detto Marrazzo a Malagrotta, ad Aprilia, ad
Albano.... in campagna elettorale.
PRETENDIAMO AZIONI CONSEGUENTI!
Soltanto una ricerca approfondita dell’efficienza, dell’equità, della qualità
del lavoro e della vita può garantire il benessere di tutti i territori e della
collettività.
Questo attuale modello di sviluppo da voi perseguito è già fallito, perché non
sostenibile, perché non accettato, perché non concertato, perché illegittimo!

FIRMATO

I CITTADINI DEL LAZIO
I CITTADINI D’ITALIA
I CITTADINI DELLA TERRA


..è la stessa posizione del Movimento Per il bene Comune,
che da queste istanze ha tratto nascita, manifesto etico e Programma.
Non si figura fra i firmatari perchè è giusto che di fronte a vertenze e
movimenti si faccia un passo "di lato", di supporto, accanto a loro.
Una delegazione era presente, a portare contributo e solidarietà in una bella
giornata nonostante la pioggia.
Il rispetto della Vita compresa quella umana, non è "trattabile", non si
"compensa", come l'appassionata vertenza dei NoCoke insieme ai medici dell'Alto
Lazio ha insegnato a noi tutti
. Non si molla di un millimetro.
Ogni scelta immotivata può essere valutata con un software che la Comunità
europea mette a disposizione:
www.externe.info
Non occorre più rassegnarsi ai soli monitoraggi e studi epidemiologici. Oggi
siamo in grado di conoscere con precisione statistica la mortalità che scelte
come il carbone rischiano di provocare.

mercoledì 19 novembre 2008

senza parole

a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/whalesmassacre?s=user" target="_blank" >Stop the whales massacre!

lunedì 17 novembre 2008

Comunicato in merito alla situazione di Aprilia,

Pres. Per il bene comune



Abbiamo appreso oggi dagli articoli di Nino Cirillo e Davide Desario quale sia la reale situazione di Aprilia. La lista civica nazionale "Per il bene comune" era a conoscenza dei fatti e ha sinceramente apprezzato il lavoro svolto dai comitati cittadini contro lo stupro del loro territorio, contro lo scippo del loro futuro.

Oggi due giornalisti coraggiosi hanno riportato con professionale precisione quanto sia desolante il teatrino politico-economico che ha "calato" sopra le teste dei cittadini di Aprilia una decisione profondamente dannosa per la loro salute, per le loro attività produttive (agricoltura), per le presenti e le future generazioni.
Quanto a Sorgenia, alla compagine societaria, alle sue partecipate, e ai propri interessi economici…avevamo già più volte segnalato vari casi nella penisola: situazioni dove il vantaggio attribuito attraverso la distorsione dei fondi CIP6 dalle fonti di produzione energetica realmente rinnovabili, ha fatto sì che tante centrali elettriche turbogas siano diventate "necessarie", nonostante la loro dimostrabile (e dimostrata) inutilità.

Ci permettiamo, vista la comprovata priorità economica di Sorgenia, di segnalare, non solo a De Benedetti e soci ma anche ai rappresentanti politici che hanno condiviso simili decisioni, un sito messo a disposizione dalla commissione europea: si tratta di www.externe.info Il software, attraverso l'inserimento di pochi parametri relativi alle emissioni previste dall'impianto turbogas, è in grado di quantificare la spesa a carico dello Stato in termini di cure per malattie, per mortalità, per danni all'agricoltura ecc…
Se proprio non si vorranno fare due conti in più nel merito di un bilancio sul periodo di attività dell'impianto, è bene comunque che i poteri forti – tutti – si preparino. I cittadini che stanno vedendo violati la salute, l'ambiente, il lavoro saranno costretti loro malgrado a computare i costi a loro carico e i conti…potranno farli quando saranno chiamati a decidere chi dovrà amministrarli.

Nel frattempo, non ci resta che ringraziare chi oggi ha mantenuto il patto di fedeltà con il dovere di cronaca: la stampa ha dimostrato di poter essere libera e ci ha informati. Ai giornalisti che hanno svolto questa preziosissima funzione, e ai cittadini che stanno difendendo Aprilia, va tutta la stima e il plauso di "Per il bene comune".

Monia BeniniPresidente di Per il bene comune-- Visita il sito: www.perilbenecomune.nethttp://www.netvibes.com/perilbenecomunehttp://ilbenecomune.blogspot.comhttp://groups.google.com/group/programma-per-il-bene-comune

giovedì 6 novembre 2008

MALAGROTTA=la piu grande discarica di Europa

Malagrotta è una delle tante ferite nel territorio romano.
recentissimamente la notizia:

Oggi 3 Novembre il Giudice Dott. Francesco Patrone ha condannato per "mala gestio" la discarica di Malagrotta alla sanzione di anni 1 di arresto (con la condizionale) e di Euro 15.000,00 di ammenda nella persona del responsabile, l' amministratore unico ing. Francesco Rando, oltre che al risarcimento delle parti civili costituite, da determinarsi in sede civile, ed al pagamento delle spese processuali..

Il processo aveva ad oggetto il problema se fosse corretto smaltire in discarica rifiuti pericolosi, in particolare il percolato (il risultato della liscivazione e putrefazione dei rifiuti) ed i fanghi di depurazione provenienti dall'ACEA, misti con calce.

Il Tribunale di Roma ha reputato corretta la tesi dell'accusa portata avanti dal Pubblico Ministero Dott. Corasaniti e dalle parti civili,, l'Avv. Francesca Romana Fragale a difesa dei comitati dei cittadini di zona e l' Avv. Vanessa Ranieri per il WWF ed a tutela delle amministrazioni della Regione, del Comune e della Provincia nei confronti dei diritti dei cittadini.

L'Avv. Francesca Romana Fragale dichiara: " è stata una vittoria della legalità e una pietra miliare nella tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente. Dedico questa vittoria all'amico Gerardo Ferrante , Presidente del Comitato Pisana 64, deceduto questa mattina, che si era contraddistinto per il suo impegno senza limiti in queste battaglie a difesa della giustizia per la popolazione della zona".

Questa è la terza condanna penale subita dall' amministratore unico della discarica di Malagrotta. Altre due condanne precedenti, per irregolarità di vario tipo di cui si è reso colpevole nella gestione della discarica, sono state confermate dalla Corte di Cassazione e sono quindi divenute definitive e irrevocabili.


oggi, su rainews24 un reportage sulla discarica con intervista al mitico Sergio Appollonio.

la situazione è gravissima, quest'area non è esclusiva alla discarica ma c'è l'inceneritore per rifiuti ospedalieri(terribile...), ci sono le raffinerie e adesso ci vogliono fare anche un gassificatore (inceneritore..) non a norma e senza aver fatto le dovute operazioni di valutazione ambientale.

è un disastro, del quale si parlerà anche a report nella puntata del 16 /11 da non perdere.

è un disastro del quale è responsabile penalmente anche Marazzo insieme a tutti quelli che come Cerroni hanno mangiato tanto sulle pelle dei cittadini.

la magistratura è lenta, ma prima o poi arriva...sempre se la giustizia divina del cancro non deciderà la vendetta di questo territorio massacrato.


lunedì 20 ottobre 2008

caffè Fandango , Roma, 29 ottobre!!!venite numerosi

L'ITALIA PRESA A CALCI DAI RIFIUTI: ''LO STIVALE DI BARABBA'',
UN LIBRO ED UNA SERATA DA NON PERDERE A ROMA


Lo stivale di Barabba è un saggio collettivo di molti autori appena uscito per Arianna Editrice.(fra i molti: Tamino, Salvador, Pallante, il PM di Terni Massini, Ruzzenenti, Cedolin, Paul Connett,la Dott.ssa Gatti -senza voler far torno a tutti gli altri validissimi esperti del settore-)
Il saggio è stato curato da Stefano Montanari che ne è anche l'ideatore.
L'importanza e l'ambizione di questo libro è tentare di evitare disastri come in Campania, semplicemente illustrando fatti e non opinioni (oltre 2000 Comuni in Italia applicano già la migliore gestione dei materiali post utilizzo, e più i Comuni sono "bravi" meno pagano i cittadini come tariffe).
L'incenerimento, tanto "spinto a media unificati" è puramente profitto privato con denaro pubblico. Senza incentivi occulti (e contro la direttiva 2001/77/ce) nessuno si sognerebbe di adottare una tecnica così immotivata, anacronistica e pericolosa.Non è ozioso ricordare, che questa vera e propria truffa è costata ai contribuenti 53 miliardi di euro dal 92 al 2007 e che non è stata affatto fermata. Anzi, prosegue in accordo "bipartisan".
Con la dovuta competenza e volontà politica di rispettare leggi, normative e interessi collettivi questo libro sarebbe del tutto inutile. In questo Paese invece, un libro come questo è importantissimo: è una speranza di cambiamento.


Verrà presentato il 29 ottobre al Caffè Fandango, nella centralissima Piazza di Pietra a Roma, alle 17:30.
Contestualmente al lancio della petizione contro il costosissimo vicolo cieco del ritorno al nucleare, promossa dal movimento politico Per il bene comune, e ad un pezzo teatrale del Collettivo Kipiùnehapiùnemetta dal titolo molto esplicativo a livello locale: "Malagrotta, no!".


A seguire una breve descrizione del libro:
Lo Stivale di Barabba, ovvero L’Italia Presa a calci dai rifiuti, è una sorta di album fotografico sulla situazione del ciclo dei rifiuti nel nostro Paese, riguardo a cui alcuni degli studiosi più autorevoli del panorama italiano e internazionale intervengono per offrire una visione a tutto tondo della questione.
L’argomento rifiuti è oggi sulla bocca di tutti e il moltiplicarsi delle voci non fa altro che manipolare le informazioni e distrarre dal problema e dalle soluzioni. Stefano Montanari è probabilmente la persona più competente per realizzare un’opera di natura divulgativa in grado di fare un punto preciso e dettagliato sul problema che sta letteralmente sommergendo il nostro paese.
Com’è nata la cosiddetta “emergenza” che sta affogando la Campania, qual è la situazione di oggi e come si presenterà domani, cosa si fa e che cosa si potrebbe fare, cosa dice la legge, come viene gestito il problema dagli altri paesi europei, cosa dice la politica, cosa dice l’economia, cosa dice la Natura e, soprattutto, che cosa dice il nostro organismo.
Perché molto c’è da sapere sul legame tra salute e inquinamento. L’immondizia che ci fa più male è quella che esiste a nostra insaputa, lontano dagli occhi perché ridotta a polvere invisibile. Lontana dagli occhi ma, al contrario di quanto afferma il proverbio, tutt’altro che lontana dal cuore. E da tanti altri organi: perché è proprio quell’immondizia impercettibile a farci ammalare e ad ucciderci.


Dimensioni dell’Ebook 2,77 MBPer scaricare un estratto gratuito:www.macroedizioni.it/libro.php?id_libro=1452

domenica 12 ottobre 2008

falsità su Stefano Montanari

Devi morire! PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Montanari
domenica 12 ottobre 2008

Nel momento attuale di quiete forzata ho letto qualcosa di quanto mi era stato segnalato da tempo dai frequentatori di questo blog, cosa che non avevo mai avuto il tempo né la voglia di fare. Pare che io sia diventato una piccola star dei siti pettegoli della rete e, in questa mia nuova veste (alla soglia dei sessant’anni cambiare d’abito dà una sensazione strana di disagio), il bersaglio di strali grondanti veleno.
Qualche anno fa qualcuno che mi rimbalzò per qualche tempo sul palcoscenico mi disse che, tra le mille e mille persone che sarebbero venute al corrente della mia esistenza, ci sarebbe stata una piccola schiera di psicopatici che si sarebbe accanita contro di me senza nessun’altra ragione se non la loro stessa psicopatia. Evidentemente lui lo aveva sperimentato sulla sua pelle e fu facile profeta. La sorte, poi, si rivelò ironica al riguardo.
Preso atto della profezia, confesso di aver letto solo una piccola parte di ciò che mi è stato segnalato, e questo per motivi gastroenterici. Dunque, c’è sicuramente di più.
Capisco che chi se ne sta seduto nei tribunali dei bar a giudicare il mondo che gli transita davanti non ha bisogno di ragionare né, meno che mai, necessita di prove a sostegno di ciò che sentenzia. L’importante

non sono le cose che si dicono né la loro correttezza né le conseguenze di quel dire ma la vertigine che prende quei personaggi quando si ergono a giudice: qui sta il bene perché lo dico io; qui sta il male per la stessa ragione. Si troverà sempre qualcuno che applaude. E che divertimento nel dare la stura alla fantasia e nell’aggiungere ad ogni esternazione un ingrediente morboso pescato chissà come e chissà dove! Vero o falso non fa differenza. Anzi, se è falso è tutto di guadagnato perché è più plasmabile. E meglio ancora se il tutto conduce alla diffamazione di qualcuno: la lapidazione, per gratuita che sia, per scelto a caso che sia il bersaglio, è sempre stata una delle terapie predilette per rammendare certe animucce un po’ lacere. Ci vuole solo il “coraggioso” che lancia il primo sasso e, poi, più si è, meglio ci si nasconde nel branco e si può infierire.
Mettiamo il caso che vi si accusi di aver mangiato un bambino. Provate a dimostrare che la cosa non è vera! Dove sono le evidenze? Mostrami i documenti che dimostrino che non hai mai mangiato un bambino! Produci un testimone che possa giurare che tu un bambino non l’hai mai mangiato!
Mettiamo il caso che una persona vi accusi di averle detto qualcosa quando non c’era nessun testimone. Come fate a provare che quella persona racconta bugie? E se ci fosse un testimone - reale o improvvisato, a questo punto non ha rilevanza - e quel testimone avesse gli stessi interessi dell’accusatore stesso? Come ve la cavereste?
Dunque, in questo Helzapoppin chiunque sia abbastanza piccino può trovare ospitalità e occasione di soddisfare il suo ego mascherandosi con la toga del giudice, magari nemmeno proprio per giudicare ma solo per condannare, che è la parte più divertente della festa. Questo potrà sempre dire con l’orgoglio del pusillanime: al massacro c’ero anch’io. O anche potrà fingere di non esserci mai stato se le cose dovessero cambiare e diventasse più conveniente cambiare faccia e, chissà, passare ad osannare la vittima.
La prima cosa che colpisce entrando in quella versione illetterata di processo kafkiano messo in rete è la classe e l’educazione del collegio giudicante. Qui trovano cittadinanza concetti come “spaccare la faccia” o altri non dissimili, a chiara testimonianza del tipo di cultura che pervade quegli ambienti.
Superato l’imbarazzo, ci si può addentrare nel merito.
Laciando da parte i ragazzotti che agitano con grottesca presunzione in pugno il pezzo di carta di una laurea fresca fresca e, dunque, “sanno” in grazia di burocrazia, alcune delle argomentazioni sono talmente ingenue da non meritare neppure il ricorso alla magistratura che mi propongo d’inoltrare per altre. Tra queste, c’è quella di chi sostiene di aver fatto tanto per me, avendo organizzato una conferenza, o delle conferenze, alle quali io partecipavo. Addirittura ci s’imbatte in qualcuno che mi rinfaccia scandalizzato di avermi concesso l’onore dell’ottenimento, o del suo tentativo, di un invito da parte del suo sindaco perché io gli spiegassi la situazione locale, o persino di avermi proposto come ospite presso l’università del posto.
Premettendo che ciò che si è fatto non era PER ME, rendo noto che a quelle conferenze io andavo a mie spese personali e che il denaro raccolto è stato in ogni occasione, quando l’occasione c’è stata, destinato in toto all’acquisto del microscopio che resta di proprietà della Onlus Carlo Bortolani di Reggio Emilia e che io ho in uso esclusivo come da accordi preliminari dichiarati urbi et orbi. Ogni altra possibilità e proposta che si legge bizzarramente in rete sarebbe truffaldina. La proposta di questi personaggi, quella, cioè, di destinare ad altri il microscopio, significherebbe avere intrapreso una raccolta fondi pubblicizzata in una maniera e poi, ad obiettivo raggiunto, farsi beffe di quanto promesso e, con quei soldi, fare tutt'altro, con buona pace di chi ci era cascato. Se quegli accordi non erano graditi, se le nostre ricerche erano valutate una perdita di tempo quando non non peggio, bastava ignorarmi, non mettere una cassettina in cui qualcuno buttava l’elemosina e, soprattutto, non chiedermi incoerentemente interventi per tentare di tirare fuori dei guai qualcuno come si è fatto e si continua a fare con costanza ogni giorno, più volte al giorno. Insomma, se io non valgo nulla, se sono un cialtrone, se racconto bufale, perché mi chiamate in aiuto?
Con l’ormai fin troppo famoso miscroscopio, che io mantengo a mie spese, noi portiamo avanti una ricerca fondamentale per la salute e non è raro che quegli stessi personaggi che starnazzano attraverso i loro computer, spesso prudentemente nascosti dietro uno pseudonimo, mi chiedano poi, toltasi con agile ipocrisia la maschera, di lavorare (gratis, ça va sans dire) per loro, per il loro ambiente e per la loro salute. Rendo altresì noto che avere l’onore impareggiabile di parlare con il signor sindaco significa, come sempre, muovermi a mie spese e dedicare una giornata di lavoro alla causa di qualche paese soffocato dall’inquinamento, dove il cancro… dove le malformazioni... Dunque, a fare l’interesse di chi, poi, magari trova trastullo nel diffamarmi.
Non tocco il tema dell’università perché credo sia nota la mia posizione al riguardo.
Quando, poi, mi si chiede di “dare un’occhiata” a certi documenti, i giorni di lavoro (evidentemente un hobby per me secondo il “tribunale” che mi giudica) sono ben più di uno.
Qualcun altro strepita scandalizzato perché ora chiedo denaro per le mie conferenze. Rispondo ancora una volta a questi castigatori di costumi che io non ricevo un centesimo e che tutto il ricavato è dedicato a coprire, per quanto possibile (ed è una goccia nel mare), le spese della ricerca che sono enormi, checché ne scriva qualche “esperto” maestro di pensiero, peraltro perfettamente al corrente dei fatti che finge spericolatamente d’ignorare.
Invito, allora, questi signori dalla lingua lunga e dalle braccia corte a fare esattamente ciò che faccio io: dal marzo 2004 lavoro a mie spese per una ricerca sulla salute. E lorsignori? Che io ci sia riuscito o no non sta a me giudicare, ma io ci ho provato e continuo a provarci. E le verbose signorie loro? Chi vuole saperne di più, legga i miei libri o consulti i documenti della Comunità Europea o venga a trovarmi in laboratorio finché riuscirò a farlo esistere nonostante voi. Venga a vedere che cosa facciamo e chi sono le persone cui diamo una mano, e veda se ha lo stomaco per girarsi dall’altra parte senza provare almeno un barlume di schifo per se stesso. Chi è solo disponibile a pontificare forte della sua e dell’altrui aria fritta, continui tranquillamente a farlo. Sia, però, cosciente del suo squallore. Chi vuole, invece, avere diritto di parola, si tiri su le maniche e, quando avrà fatto appieno il suo dovere di uomo, parli. Almeno provarci è un imperativo morale: l’importante è partecipare.
Procedendo, c’è ancora chi strepita in rete: “Che cosa ne fanno del NOSTRO microscopio?”
Per prima cosa, il microscopio fu donato alla Onlus Carlo Bortolani solo perché lo desse in uso eterno a mia moglie e a me, e qui la vicenda dovrebbe chiudersi perché, piaccia o no, sulle liberalità non esistono diritti da parte di chi liberale è stato. Chi è venuto e mi ha messo in mano un assegno molto cospicuo, come ha fatto, tra gli altri, LA220, non lo ha certo firmato per altri motivi o perché l’apparecchio finisse altrove. Bene: nessuna di queste persone, generose come sono state, ha mai fatto sentire la sua voce dissonante. Da parte loro nessuna carità pelosa e nemmeno la richiesta - che sarebbe peraltro stata del tutto giustificata - di un briciolo di pubblicità.
Poi resta il fatto che la stragrande maggioranza di quel denaro l’ho ricavato IO con il mio lavoro, tenendo nell’anno della raccolta oltre 200 conferenze in giro per l’Italia per le quali non ho ricevuto nemmeno il rimborso delle spese sostenute. E l’ho ricavato IO facendo conoscere il mio lavoro a chi poteva darmi una mano. Questo prima che intervenisse chiunque altro, cui resterò sempre grato, a dare a quel lavoro pubblicità. Il mio libro Il Girone delle Polvero Sottili, in circolazione da tempo e i cui proventi delle vendite finiscono alla ricerca, è chiarissimo in proposito e, del resto, la cosa è nota lippis et tonsoribus. Perciò, questi personaggi che si pongono la domanda - trovando persino chi presta loro orecchio - s’informino se non vogliono continuare a rimediare la figuraccia che stanno rimediando.
E a chi strilla a proposito della società “a scopo di lucro” dico soltanto che se c’è qualcuno, al di là delle chiacchiere stucchevolmente bavose, disposto a prenderla in mano si faccia avanti: la “società a scopo di lucro” è sua a zero Euro purché se ne assuma debiti e crediti. Unica condizione è che la ricerca continui senza intoppi.
A chi porta, poi, a prova della mia “mascalzonaggine” il fatto di non aver visto i bilanci della “società a scopo di lucro”, non posso altro che sottolineare la sua impreparazione: basta recarsi in tribunale e i bilanci sono lì, pubblici e a disposizione di chiunque abbia voglia di studiarseli.
Ancora restando al ridicolo, c’è qualcuno che si straccia le vesti a proposito di una mia presunta ansia di protagonismo. Sappiano costoro che dalla non certo desiderata notorietà che questa sfortunata vicenda mi ha attribuito, piccola o meno piccola che questa notorietà sia, io non ho ricavato altro che guai, in ogni senso si vogliano guardare le vicende, e che il mio desiderio era e resta solo quello di essere lasciato in pace ed, auspicabilmente, ignorato. Se ho accettato per un attimo di stare alla ribalta è stato solo per evitare l’annientamento di una ricerca che sta portando risultati formidabili di cui tutti godremo, e di cui qualcuno gode già, in termini di prevenzione delle malattie da inquinamento. Si sappia che nella mia vita io ho cercato di primeggiare, a fatti e non a chiacchiere, solo nel campo della maratona e lì non ce l’ho fatta perché in tanti correvano più veloci di me. Quello che faccio ora, indipendentemente dai risultati che, d’altra parte, ci sono e sono splendidi, è solo per l’orrore che provo di fronte ai malati di cancro, a chi schiatta abbandonato dalle istituzioni e ai bambini malformati di regime. Scusatemi, giudici del bar, se non ho il vostro stomaco.
Qualcun altro, sfidando l’evidenza più palese, mi accusa addirittura di avere acquisito la funzione di “tuttologo”. Beh, credo che qui ci sia veramente da farsi cascare le braccia. Chiunque abbia letto le risposte alle domande che mi vengono poste o abbia assistito ad una mia conferenza non potrà non aver notato che, quando non so rispondere, dico semplicemente che non so rispondere. Il che non è affatto raro. Da qui, da quell’affermazione ridicola, per piccina che sia, è evidente la qualità e la credibilità delle argomentazioni e l’autorevolezza di chi è, fuori di ogni regola, accusatore e giudice allo stesso tempo.
Farsescamente, poi, c’è chi ha capito tutto: io mi sono lanciato nell’agone politico e lì ci ho fatto i soldi. In quelle poche settimane che io ho - lo ammetto, ingenuamente - dedicato al sogno di poter fare qualcosa per il mio Paese anche al di fuori della ricerca, non ho ricevuto un centesimo da nessuno né esiste la possibilità che un centesimo mi sia rimborsato. In realtà, mi sono fatto due mesi abbondanti da cane. Quanto ai guadagni, lasciamo perdere perché qui si deborda ancora una volta nel campo della psichiatria.
Venendo alle mie presunte diatribe con questo o con quello che paiono suscitare tanto interessare negli sfaccendati, è bene che si sappia che io non ho litigato con nessuno. Mi riservo di avere le mie idee e le mie opinioni senza pretendere che queste siano condivise da altri, e questo è tutto. È pure bene che si sappia che certe discussioni non m’interessano perché preferisco dedicare il mio tempo a qualcosa d’intelligente e di utile.
Per il resto, prego chiunque, prima di aprire bocca o di battere infamie sulla tastiera, di mettersi davanti allo specchio e di chiedersi che cosa abbia fatto lui, il censore, per il bene comune. Ha dato? Ha preso? O non ha fatto proprio niente? O, magari, ha giocato contro? Poi, prego chiunque abbia qualcosa di cui rimproverarmi di farlo nelle sedi appropriate e con i modi opportuni: si prenda un foglio di carta e mi si denunci in maniera circostanziata alla magistratura. Il fango che ora mi si spara addosso con la più bassa delle vigliaccherie, perché la viltà e la bassezza d’animo sono le uniche forze di questi personaggi, insozza solo chi lo lancia.
Da ultimo, voglio che si sappia che io non provo nessun sentimento ostile verso queste povere persone. Anzi: sento per loro una pena profonda perché chi ha la sfortuna terribile di avere il vuoto dentro di sé non potrà altro che partorire vuoto e dolore per gli altri e anche per stesso.


Montanari è la persona piu coerente ed onesta che io abbia mai conosciuto, grazie per quello che ha fatto e continua a fare, non ascoltate le malelingue, informatevi bene prima di sparare su una persona... e poi lo dovete sentir parlare per capire chi è...

giovedì 9 ottobre 2008

29 ottobre a Roma!!! da non perdere!

il 29 ottobre, alle ore 18, in via petra, al cafè Fandango, ci sarà un evento da non perdere!
presentazione dell'e-book Lo stivale di Barabba, spettacolo con tema ambientale, raccoltà firme contro il nucleare, vendita magliette "per il bene comune", dvd con materiale interessantissimo tra cui una conferenza di Stefano Montanari che interverrà in diretta via telefono, e tante altre cose. il programma definitivo si avrà fra pocchi giorni!!
ditelo in giro!!
non dovete mancare!!!

mercoledì 8 ottobre 2008

cambiare il pannolino

troppo bello e troppoooo utile!!! mamme di tutto il mondo leggete il manuale del bebè fatto da mondo nuovo, è perfetto!!

http://biodetersivi.altervista.org/index.htm

in basso a destra: cambiare pannolino...
comunque il sito è pieno di informazioni preziosissime! ed è fatto di persone, che non conosco ma che ho l'impressione siano stupende...

fatelo girare il manuale fra le mamme e future che conoscete, farete un favore a voi e al futuro dei nostri figli!!

vivere sano

una serie di progetti gia iniziati sul vivere sano!
contribuite numerosi!

http://it.ekopedia.org/Pagina_principale
http://it.ekopedia.org/Autoproduzione
http://wiketica.ilbello.com/index.php?title=Pagina_principale

lunedì 6 ottobre 2008

Nanopatology

Nanopathology da
www.stefanomontanari.net

Recensione del libro Nanopathology uscita sulla rivista scientifica Nano.

Il testo originale si trova all’indirizzo http://www.nanomagazine.co.uk/books.php

Questo è un libro che Sir Arthur Conan Doyle avrebbe potuto invidiare, non solo per il lavoro investigativo intrapreso dalla dott.ssa Gatti e dal suo coautore, il dott. Montanari, che rivaleggia con qualsiasi storia di Sherlock Holmes, ma per il fatto che gli studi minuziosi raccontati dagli autori possiedono implicazioni reali e profonde riguardo l’origine finora inspiegabile di molte malattie.
La “storia” comincia con la richiesta di un consiglio rivolto alla dott.ssa Gatti a proposito di alcuni eventi medici insoliti che sembrano sfidare l’analisi “convenzionale”. Dallo studio di questi casi comincia ad emergere uno schema che ha portato gli autori ad un viaggio straordinario all’interno di un mondo nuovo di causa ed effetto patologico. Nel corso di questo viaggio i due esaminano un gran numero di campioni prelevati da individui colpiti da gravi malattie dei polmoni, del fegato o dei reni. Questi individui hanno certe cose in comune: o vivevano all’ombra di un inceneritore, o lavoravano in un teatro di guerra, o erano in qualche modo coinvolti nell’ambiente di industrie dove le alte temperature di combustione sono una caratteristica della produzione oppure dove si macinano o si fresano metalli. In alcuni casi, e il fatto è ancora più sconcertante, la malattia si manifestava in chi era venuto in contatto con una di queste attività solo in modo indiretto.
In questa nuova patologia molte delle forme di malattia sembrano aver “nucleato” intorno a nanoparticelle di leghe metalliche insolite formatesi attraverso una combustione ad alta temperatura; particelle per le quali l’organismo umano (e magari altri organismi!) paiono non aver sviluppato alcuna risposta immunologica, proprio per la loro relativa novità. Queste particelle capaci d’indurre malattia possono essere il prodotto di processi industriali, il risultato della guerra moderna e, più di recente, di nuovissime particelle ingegnerizzate da scienziati e tecnologi.
In modo agghiacciante,
gli autori sono indotti a concludere che le nanoparticelle di leghe metalliche prodotte da processi industriali e quelle radioattive provenienti dalla guerra possono avere effetti gravi e duraturi, a volte ben al di là di confini geografici regionali in cui sono state formate, visto che, per loro stessa natura, queste particelle sono trasportate con grande facilità. Ambedue gli autori concordano sul fatto che una considerevole ricerca ulteriore è necessaria, ma che dobbiamo prestare grande attenzione alle serie conseguenze potenziali nei riguardi della popolazione mondiale, ora ed in futuro, quando si tratta di molte attività umane. Fino a che la ricerca non sarà stata completata, i dottori Gatti e Montanari suggeriscono di assumere un atteggiamento di estrema cautela verso l’esposizione di qualsiasi lavoratore o utilizzatore di nanoparticelle metalliche, radioattive o ingegnerizzate, indipendentemente dalla fonte da cui derivino.
A questo punto va sottolineata vigorosamente la necessità di educazione da parte della professione medica rispetto a pericoli potenziali che le nanoparticelle comportano e la possibile contaminazione della catena alimentare da parte delle attività che le generano (come gl’inceneritori). E, quel che è peggio, rispetto ai pericoli indotto dai prodotti della guerra che stanno mettendo gli abitanti innocenti del pianeta ad un rischio estremo ed irreversibile.